Saggi e Discussione
23/07/2020

Gli aumenti di capitale al tempo del Coronavirus

Fabrizio Di Girolamo, Ricercatore confermato di Diritto Commerciale, Università degli Studi della Campania – “Luigi Vanvitelli”

1. Con il d.l. 16 luglio 2020, n. 76, recante Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, siamo giunti al IV atto della saga legislativa al tempo del Coronoavirus, dopo i decreti “Cura Italia”, “Liquidità” e “Rilancio”.

Il Decreto Semplificazione è stato approvato in Consiglio dei Ministri il 6 luglio 2020 con la formula dubitativa “salvo intese”. A causa del precario accordo politico che lo sorregge, le cose, piuttosto che semplificarsi, potrebbero in realtà complicarsi.

L’art. 44 di questo nuovo decreto - rubricato Misure a favore degli aumenti di capitale -, nell’intento di incentivare l’autofinanziamento delle imprese colpite dall’emergenza sanitaria, prova a snellire la procedura deliberativa degli aumenti di capitale sociale delle PMI con il connesso diritto di opzione.

2. L’art. 44 incide su ben tre disposizioni del codice civile: gli artt. 2368 e 2369 c.c., che dettano regole sulle maggioranze necessarie per deliberare validamente, in prima o seconda convocazione, gli aumenti di capitale sociale nelle s.p.a. e l’art. 2441 c.c., che disciplina il diritto di opzione spettante agli azionisti sulle azioni di nuova emissione.

La norma prevede infatti misure volte a favorire gli aumenti di capitale sociale a pagamento, consistenti da un lato nello snellimento del procedimento deliberativo dell’assemblea straordinaria e, in particolare, nell’abbassamento dei relativi quorum per l’approvazione della proposta di aumento, dall’altro nella facilitazione dell’esercizio del diritto di opzione e dell’eventuale prelazione sull’inoptato.

3. Il comma 1 dell’art. 44stabilisce che, ferma restando la necessità della presenza di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale (affinché possa ritenersi validamente costituita), l’assemblea delle società aperte, in deroga al disposto della seconda parte del comma 2 dell’art. 2368 c.c., delibera con la maggioranza degli intervenuti (anche per delega), anziché con la maggioranza dei due terzi, sui seguenti argomenti:

a) aumenti di capitale sociale da liberare mediante nuovi conferimenti, ex artt. 2440 e 2441 c.c.;

b) modifica dello statuto sociale ed inserimento della clausola che consente nelle società quotate l’esclusione del diritto di opzione nei limiti del 10% del capitale sociale preesistente.

c) delega agli amministratori ad aumentare il capitale, secondo quanto prevede l’art. 2443 c.c.

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