Saggi e Discussione
24/06/2020

Primissime riflessioni su moratorie, responsabilità del debitore e sottoscrizione semplificata dei contratti in tempo di pandemia

Raffaele Lener, Professore Ordinario di Diritto dei Mercati Finanziari, Università di Roma Tor Vergata; Antonio Di Ciommo

1. I decreti del periodo della pandemia (D.L. 9/2020, D.L. 18/2020, D.L. 23/2020 e D.L. 34/2020) hanno inciso, in modo forse non profondo e spesso a titolo solo temporaneo, ma comunque significativamente sui rapporti fra finanziatori e finanziati. Ai fini che ci occupano, hanno in particolare toccato (i) la sottoscrizione dei contratti e le comunicazioni tra intermediari (bancari e finanziari) con i clienti; (ii) il fondo di garanzia dei mutui sulla prima casa (c.d. “Fondo Gasparrini”); (iii) i crediti nei confronti di imprese medio-piccole; (iv) la responsabilità del debitore per inadempimento.

Alla data odierna, il D.L. 18/2020 e il D.L. 23/2020 sono stati convertiti in legge[1], mentre il D.L. 9/2020 è decaduto per non conversione.

2. I rapporti contrattuali cui ha guardato il legislatore sono soprattutto rapporti di durata, basati prevalentemente su meccanismi di pagamento rateale. In termini generali, l’ammissione ai benefici previsti dagli art. 54 e 56 del D.L. 18/2020 provoca una temporanea inesigibilità dei crediti.

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