Antiriciclaggio
30/06/2020

Il Consiglio UE rafforza l’approccio follow the money nel contrasto al riciclaggio ed alla criminalità organizzata

di Antonio Martino, Of Counsel, DLA Piper; Ernesto Carile, Tenente Colonnello, Guardia di finanza

Il 17 giugno 2020, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato le “conclusioni sul rafforzamento delle indagini finanziarie per combattere la criminalità organizzata”[1] e ha emanato una serie di indicazioni rivolte alla Commissione ed agli Stati Membri che si innestano nel solco del rafforzamento del quadro giuridico per contrastare il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo mediante soprattutto l’implementazione dello scambio e della condivisione delle informazioni finanziarie.

In particolare, il Consiglio dell’Unione Europea, ispirandosi - tra l’altro - al “piano d’azione organico per rafforzare la lotta dell’UE contro il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo” del 7 maggio 2020[2], ritiene fondamentale il ruolo delle indagini finanziarie. Ciò anche per “tenere il passo” con l’aumento dell’integrazione dei flussi finanziari nel mercato interno ed il relativo aumento del volume e della sofisticazione delle frodi, che sfruttano i progressi tecnologici (utilizzo di virtual assets) e le carenze del sistema di contrasto. L’Istituzione europea attribuisce determinante importanza al “follow the money approach” che necessita misure coordinate in diversi settori, tra cui il rafforzamento del quadro giuridico sul sequestro e la successiva confisca dei beni, la cooperazione ed il coordinamento delle diverse Unità di Informazione Finanziaria (nonché tra quest’ultime ed i vari soggetti obbligati), le Autorità fiscali e doganali, le Forze dell’Ordine ed Europol.

Il Consiglio ritiene necessario concentrare gli sforzi per sviluppare gli strumenti di cooperazione finalizzati ad aggredire i beni della criminalità organizzata, ciò in considerazione del fatto che attualmente le stime valutano il tasso di confisca in una percentuale di 1,1%, a fronte di una quantificazione globale dei proventi dei reati all’interno dell’Unione europea in 110 miliardi di euro all’anno.

In questo ambito, il Consiglio dell’Unione Europea evidenzia come sarà fondamentale l’imminente istituzione (entro il 10 settembre 2020), in tutti i Paesi membri, dei registri centrali dei conti bancari, la cui introduzione è stata prevista con la IV Direttiva Antiriciclaggio[3] e confermata dalla V[4]. In particolare, l’art. 32 bis della V Direttiva impone l’istituzione di registri centrali di reperimento di dati che consentano l’identificazione tempestiva di qualsiasi persona fisica o giuridica che detenga o controlli conti di pagamento, conti bancari identificati dall’IBAN e cassette di sicurezza presso Enti creditizi aventi sede in uno Stato membro[5]. Tali registri permetteranno di far accedere, alle FIU dei Paesi membri ed alle Autorità di Controllo, alle seguenti informazioni:

  • titolare del conto e ogni persona che agisca per conto del cliente: nome unitamente agli altri dati identificativi o al numero di identificazione unico;
  • titolare effettivo del conto: nome unitamente agli altri dati identificativi o un numero di identificazione unico;
  • conto bancario o di pagamento: numero IBAN e data di apertura e chiusura del conto;
  • cassetta di sicurezza: nome del locatario e i dati identificativi nonché la durata del periodo di locazione.

L’interconnessione di tali registri sarà uno strumento prezioso di cooperazione transfrontaliera tra le Autorità di Controllo e Contrasto e diverrà pienamente operativa, in termini di uso e scambio delle informazioni, entro il 1 agosto 2021, quando entrerà in vigore la Direttiva (UE) 2019/1153 del 20 giugno 2019 del Parlamento europeo e del Consiglio. Questa attribuisce a livello europeo un ruolo fondamentale ad Europol in materia di coordinamento e scambio delle informazioni e, proprio in tale ottica, è stato recentemente creato - al suo interno - il Centro per la Criminalità Finanziaria ed Economica (EFECC)[6].

Il Consiglio ritiene strategico rafforzare il monitoraggio sull’utilizzo delle valute virtuali in genere, rendendo effettiva l’applicazione della V Direttiva AML in tutti gli Stati Membri, e affrontare il problema della riduzione dei pagamenti in contante a livello europeo che resta uno strumento concreto di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo.

Infine il medesimo Consiglio fornisce una serie di richiami agli Stati membri, alla Commissione e a Europol, nell’ottica di un fattivo rafforzamento delle investigazioni finanziarie per il contrasto alla criminalità organizzata, al riciclaggio di denaro ed al finanziamento del terrorismo, anche al fine di agevolare i recuperi patrimoniali.

In tale ottica, pertanto, gli Stati membri vengono richiamati a dare piena attuazione all’istituzione dei registri centralizzati dei conti bancari, recependo la Direttiva (UE) 2019/1153, nonché a rafforzare la cooperazione nello svolgimento di indagini finanziarie e nello scambio di informazioni finanziarie tra le UIF, le autorità fiscali, doganali e di contrasto in genere dell’Unione Europea e rafforzare - altresì - la collaborazione con i Paesi terzi nello svolgimento delle indagini finanziarie.

Il Consiglio invita la Commissione ad intraprendere un consolidamento del quadro giuridico sulla gestione dei beni sequestrati in vista di una possibile successiva confisca[7], mediante anche l’utilizzo comune dei registri centrali delle società e dei beni mobili ed immobili nonché incrementare gli strumenti di cooperazione tra le UIF nazionali, sempre al fine di accelerare l’accesso e l’utilizzo delle informazioni finanziarie. Infine, la Commissione dovrà considerare la necessità di rafforzare il quadro giuridico introdotto con la V Direttiva AML in merito ai virtual assets allineandosi con le Raccomandazioni del GAFI-FATF e studiare la possibilità di introdurre limitazioni legislative ai pagamenti in contanti in Europa.

Infine, l’Istituzione richiama anche Europol a dare piena operatività alla nuova struttura del Centro Europeo per la Criminalità Economica e Finanziaria per il sostegno della cooperazione tra le Autorità di Contrasto e promuovendo il recupero di beni appartenenti alla criminalità organizzata in tutta l’UE.

Il percorso tracciato dal Consiglio dell’Unione Europea delinea, quindi, una precisa strategia delle Istituzioni europee che conferma e rafforza il piano d’azione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e di lotta di finanziamento del terrorismo della Commissione, esplicitando la centralità delle indagini finanziarie e dello scambio di informazioni quale fulcro della politica europea di lotta alla criminalità organizzata.




[3] Direttiva 2015/849.

[4] Direttiva 2018/843.

[5] Per quanto concerne l’Italia, risultava di fatto già istituito tale registro con l’Anagrafe dei conti e dei depositi, prevista dall’art. 20, comma 4, Legge 30 dicembre 1991, n.413.

[7] Direttiva sulla confisca (2014/42), art. 10 (2) e recente Regolamento 2018/1805 sul reciproco riconoscimento degli ordini di congelamento e degli ordini di confisca.

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