Il Consiglio dei Ministri del 4 agosto ha approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act) e di attuazione della delega di cui all’art. 24 della legge 23 settembre 2025, n. 132.
Sul tema de “La governance dell’Intelligenza Artificiale” si ricorda il webinar organizzato dalla nostra Rivista il prossimo 17 settembre, che analizzerà le sfide normative, organizzative e di compliance derivanti dall’uso dell’intelligenza artificiale nel settore bancario e assicurativo. Il programma completo è visibile al seguente link.
Il primo decreto stabilisce regole in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia e di responsabilità civile e penale.
Il decreto reca la prima disciplina organica dell’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia, fondata sulla sorveglianza e sulla responsabilità umana: le decisioni restano dell’operatore ed è esclusa l’adozione di decisioni produttive di effetti giuridici negativi sulla sola base dell’elaborazione automatizzata. L’identificazione biometrica in tempo reale è ammessa in casi eccezionali, per periodi limitati e previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria; è vietata la costituzione di banche dati biometriche mediante raccolta massiva e non mirata di informazioni dal web.
Per quanto maggiormente interessa, il decreto introduce l’art. 437-bis nel Codice penale, che punisce l’omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio e la loro alterazione illecita, con pena graduata in funzione del bene giuridico esposto a pericolo.
Il decreto rafforza inoltre la tutela civile del danneggiato attraverso l’accesso alla documentazione tecnica del sistema, la presunzione del nesso di causalità, un foro alternativo prossimo alla residenza del danneggiato e l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione.
Il secondo decreto disciplina i poteri delle autorità nazionali e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione.
Tra le novità, il decreto definisce l’assetto di governance nazionale in materia di intelligenza artificiale, imperniato sull’Agenzia per l’Italia digitale quale autorità di notifica e sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale quale autorità di vigilanza del mercato, con funzioni di vigilanza della Banca d’Italia, della Consob e dell’IVASS sui sistemi ad alto rischio collegati alla fornitura di servizi finanziari e competenze del Garante per la protezione dei dati personali sui sistemi impiegati nelle attività di contrasto, di gestione delle frontiere, di giustizia e di democrazia.
Il quadro sanzionatorio è graduato e proporzionato, con limiti massimi inferiori a quelli previsti dal regolamento europeo e la possibilità di misure non pecuniarie per le violazioni di scarsa offensività.
