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Le fattispecie di corruzione UE approvate dal Parlamento europeo

27 Marzo 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il Parlamento UE ha approvato con risoluzione legislativa del 26 marzo 2026, la proposta di direttiva della Commissione presentata il 03 maggio 2023 che stabilisce a livello UE le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi appartenenti all’Unione.

L’approvazione di ieri segue all’accordo provvisorio a norma dell’art. 75, par. 4, del regolamento e l’impegno assunto dal Consiglio, con lettera del 10 dicembre 2025, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell’art. 294, par. 4, TFUE.

La proposta di direttiva è volto a colmare le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni.

Tra le fattispecie di reato che dovranno essere previste dagli Stati UE, armonizzandone le sanzioni penali a livello unionale, si rinvengono quindi:

  • la corruzione nel settore pubblico e in quello privato
  • l’appropriazione indebita
  • l’intralcio alla giustizia
  • il traffico di influenze
  • l’esercizio illecito di funzioni
  • l’arricchimento illecito mediante la corruzione
  • l’occultamento della provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, della proprietà dei beni o dei diritti che provengono dalla commissione di tali reati
  • l’istigazione, il favoreggiamento ed il concorso nei reati di cui sopra

La direttiva stabilisce, a livello UE, solo i livelli minimi delle pene massime, mentre i paesi UE potranno adottare norme più severe e adattarle ai propri sistemi giuridici.

La cooperazione tra autorità nazionali e organismi UE — tra cui OLAF, Procura europea, Europol ed Eurojust — sarà rafforzata, insieme allo scambio di informazioni e al coordinamento; gli Stati membri dovranno inoltre pubblicare ogni anno dati comparabili e leggibili, per migliorare la trasparenza e il processo decisionale basato sull’evidenza.

I paesi UE, inoltre:

  • dovranno adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile
  • dovranno effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici
  • dovranno istituire organismi dedicati e sufficientemente indipendenti per prevenire e contrastare la corruzione.

La direttiva dovrà essere formalmente adottata dal Consiglio UE, quindi entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale UE, mentre gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla (36 mesi per le disposizioni su valutazioni dei rischi e strategie nazionali).

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