Rikke-Louise Petersen, membro del Consiglio direttivo di AMLA, ha tenuto il discorso di apertura al Nordic Financial Crime & Sanctions Forum a Copenaghen il 15 settembre 2026, concentrandosi su come un’analisi dei rischi più approfondita, l’intelligence finanziaria e la cooperazione in materia di vigilanza possano sostenere un quadro europeo più efficace in materia AML e CFT.
Nell’intervento è stato sottolineato il ruolo di AMLA nell’integrare le competenze nazionali con una prospettiva europea, contribuendo a identificare modelli transfrontalieri e a sostenere un approccio più coerente in tutto il Mercato Unico.
In tale quadro, secondo AMLA è essenziale la cooperazione, poiché in tale modo è possibile definire un quadro europeo dei rischi. Tale quadro dipende dalla messa in comune di conoscenze e prospettive provenienti da tutta l’Unione, nonché da una stretta collaborazione sia con le autorità che conoscono meglio i propri mercati sia con i diversi settori.
Comprendere dove si concentrano i rischi, però, non è sufficiente poiché una solida intelligence finanziaria è altrettanto essenziale.
L’analisi dei rischi e l’intelligence finanziaria sono tra loro collegate e devono, quindi, rafforzarsi a vicenda, per poi essere restituite ai soggetti obbligati, rafforzando l’intera catena.
Affinché ciò funzioni, la qualità delle segnalazioni è fondamentale. Un maggior numero di segnalazioni non significa automaticamente una migliore intelligence.
In tale contesto, è, poi, particolarmente rilevante il lavoro di AMLA volto a rafforzare la cooperazione tra le FIU e i partenariati per la condivisione delle informazioni, che l’art. 75 del regolamento antiriciclaggio renderà possibili a partire dal luglio 2027.
Dal punto di vista della vigilanza, è stato sottolineato il valore di riunire la vigilanza in materia AML e CTF nonché il coordinamento delle FIU all’interno della stessa autorità europea, consentendo alle due funzioni di scambiarsi informazioni pur rimanendo distinte.


