Banca d’Italia ha pubblicato uno studio che propone un’analisi comparativa delle metodologie adottate per la valutazione del merito creditizio delle grandi imprese non finanziarie.
I rating creditizi svolgono un ruolo centrale nei processi decisionali di finanziatori, investitori e responsabili politici. Il confronto tra le diverse metodologie di valutazione assume quindi rilievo sia dal punto di vista metodologico sia pratico, soprattutto in presenza di più fonti di rating che forniscono valutazioni divergenti sulla medesima impresa.
Le differenze metodologiche adottate per la valutazione del merito creditizio possono incidere, ad esempio, sull’allocazione del credito, nell’ammissibilità delle garanzie nell’ambito del quadro dell’Eurosistema e sulla gestione del rischio, determinando risultati differenti.
La letteratura attualmente esistente si concentra prevalentemente sulle singole fonti di rating o sui confronti ex post dei risultati dei rating, ma non vi è una rassegna completa e sistematica delle metodologie utilizzate dai diversi fornitori. Lo studio mira, quindi, a colmare questa lacuna.
In particolare, l’analisi considera quattro principali sistemi di valutazione:
- un campione di agenzie internazionali di valutazione del merito di credito (ECAI)
- i sistemi interni di rating delle banche (IRB)
- i sistemi interni di valutazione creditizia delle banche centrali dell’Eurosistema (ICAS)
- le agenzie di rating attive sul mercato italiano.
Pur differendo per quadro regolamentare e finalità, i sistemi analizzati presentano alcuni elementi metodologici comuni, tra cui l’integrazione delle informazioni ricavate dalla documentazione aziendale con quelle raccolte direttamente presso le imprese, la valutazione a livello di gruppo, l’analisi settoriale e le procedure di monitoraggio.
Emergono, tuttavia, differenze nell’integrazione dei fattori ESG e nell’utilizzo di strumenti basati sull’IA.


