Consob ha pubblicato il Bollettino Statistico Mercati e il rapporto Capital Markets in Italy tramite cui ha evidenziato come i mercati finanziari italiani abbiano segnato un doppio record nella prima metà del 2026, nonostante ciò sia avvenuto in un contesto di progressivo restringimento del numero delle società quotate.
A fine giugno la capitalizzazione complessiva delle società vigilate da Consob ha toccato il massimo storico di 1.209 miliardi di euro, con un incremento del 12,3% rispetto alla fine del 2025.
Nello stesso periodo l’indice Ftse Mib ha registrato una crescita del 15%, risultando la migliore performance tra le principali Borse europee e superando il precedente record raggiunto nel marzo 2000.
Nonostante questi risultati positivi, Consob evidenzia come Borsa Italiana rimanga in contrazione: l’Euronext Milan (Exm) non ha registrato nuove Ipo, mentre l’Euronext Growth Milan (Egm) – il mercato dedicato alle piccole e medie imprese – ha segnato il massimo storico di delisting netti, ovvero il saldo tra nuove ammissioni e revoche.
Nel complesso, il numero delle società negoziate presenti nei mercati finanziari italiani è sceso a 416.
In particolare, l’attività di accesso a Euronext Milan è rimasta pressoché ferma: nel primo semestre 2026 non si sono verificate nuove Ipo e si è registrato soltanto un passaggio dall’ Euronext Growth Milan.
Tale dato conferma una tendenza iniziata nel 2023, anno dal quale si contano appena quattro nuove quotazioni, mentre le uscite dal mercato Exm hanno superato costantemente le nuove ammissioni.
Emerge, dunque, un quadro in cui il numero delle società vigilate diminuisce, mentre aumenta la capitalizzazione complessiva di mercato.
Secondo il rapporto Capital Markets in Italy, la debolezza del mercato delle quotazioni italiane si inserisce in un cambiamento più ampio dello scenario finanziario internazionale.
A livello internazionale, infatti, è emerso come una quota crescente della raccolta di capitale e della creazione di valore, soprattutto nei comparti tecnologici e dell’IA, avvenga prima dell’accesso in Borsa.
Le più grandi operazioni di venture capital realizzate nell’ultimo paio d’anni hanno superato le principali Ipo della storia sia per capitale raccolto sia per dimensione media.
Dal punto di vista globale, il citato rapporto evidenziando come nei primi sei mesi del 2026 si siano registrati risultati positivi, nonostante il contesto internazionale particolarmente incerto.
Gli indici hanno raggiunto nuovi massimi storici a fine giugno, accompagnati da una crescente concentrazione dei mercati finanziari. Il Ftse Mib, grazie al forte recupero del secondo trimestre (+16,6%) dopo la flessione dei primi tre mesi dell’anno (-1,4%), è risultato essere il mercato più performante tra le principali Borse europee: l’Ibex35 è salito del 12,5%, il Cac40 del 3,1% e il Dax30 del 2,1%.
Anche gli scambi sui mercati finanziari secondari hanno continuato a crescere. Nei primi sei mesi dell’anno il controvalore delle negoziazioni azionarie sulle società vigilate ha raggiunto circa 519 miliardi di euro, registrando un aumento del 18,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tale aumento, si precisa, ha interessato per lo più le negoziazioni sull’Euronext Milan.
Restano elevati anche i volumi del controvalore degli scambi dei titoli di Stato italiani, pari a 5.905 miliardi di euro, seppure con una lieve contrazione dell’1,5% su base annua.
Si evidenzia, infine, la forte crescita degli scambi di Etf (Exchange-Traded Fund) e di strumenti finanziari derivati cartolarizzati, quali Etc (Exchange-Traded Commodity) ed Etn (Exchange-Traded Note), che hanno superato complessivamente i 119 miliardi di euro di controvalore scambiato, con un aumento superiore al 60% rispetto al primo semestre del 2025.


