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Flash News

Rapporto ESMA sui rischi e le vulnerabilità dei mercati finanziari UE

11 Marzo 2026
Di cosa si parla in questo articolo

ESMA ha di recente pubblicato un rapporto in merito ai rischi e vulnerabilità che caratterizzano i mercati finanziari dell’UE nel 2026.

Il rapporto evidenzia come la guerra in Medio Oriente e le tensioni geopolitiche possano determinare oscillazioni nei prezzi di mercato, aumentando il rischio di contagio. In tale contesto, inoltre, l’intensificarsi delle minacce informatiche aumenta il rischio di interruzioni operative nei mercati finanziari.

Il rapporto analizza innanzitutto gli sviluppi di mercato nella seconda metà del 2025 e dedica particolare attenzione alla sensibilità dei titoli di Stato dell’UE a eventi imprevisti, all’esposizione dei fondi alla finanza privata, alle tendenze delle quotazioni nell’UE e ai rischi fisici e le obbligazioni catastrofali.

In primo luogo, il rapporto esamina gli sviluppi di mercato, con particolare riferimento:

  • ai mercati dei titoli e criptovalute: in tale ambito si evidenzia come l’aumento delle valutazioni azionarie globali abbia raggiunto prezzi particolarmente alti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, aumentando il rischio di correzioni disordinate di marcato. In aggiunta, il crollo di ottobre ha generato un’ondata di vendite nei mercati delle criptovalute, mentre le stablecoin hanno registrato una crescita costante
  • alle infrastrutture e i servizi: in tale contesto si è registrato un forte aumento degli attacchi informatici alle infrastrutture finanziarie, che hanno determinato dei mancati regolamenti degli ETF, ad aprile, e degli OICVM, ad agosto e settembre
  • alla gestione delle risorse: i fondi azionari hanno registrato una performance positiva dovuta all’aumento delle valutazioni e alla maggiore esposizione al mercato statunitense. La crescita dei fondi di finanza privata contribuisce al finanziamento dell’economia reale, ma richiede un costante monitoraggio a causa delle preoccupazioni giustificate dalla mancanza di trasparenza
  • ai consumatori rispetto ai quali il rapporto evidenzia che molti di essi stanno passando da strategie di investimento attive a passive e per questo gli afflussi verso gli ETF sono aumentati. L’aumento dell’influenza dei social media, poi, genera un crescente rischio di creazione di bolle speculative, mentre i prodotti con leva finanziaria, come i derivati del tipo Turbo Certificates, spesso generano rendimenti negativi per gli investitori al dettaglio.

Con riguardo, invece, agli sviluppi strutturali, il rapporto si è concentrato:

  • sulla finanza basata sul mercato in merito alla quale si precisa che l’emissione di azioni è rimasta debole poiché l’attività delle IPO ha continuato a diminuire e le offerte secondarie hanno fornito un sostegno limitato. Nonostante non si siano rilevate prove dell’aumento di delistings in Europa, si è registrato una diminuzione delle IPO
  • sulla finanza sostenibile: la diminuzione di interesse globale per le politiche climatiche ha ridotto gli investimenti ESG, nonostante si sia registrato un miglioramento nella trasparenza dei portafogli. In tale contesto, la crescente consapevolezza dei rischi climatici ha generato l’emissione di importanti obbligazioni catastrofali (Cat Bond)
  • sull’innovazione finanziaria: il rapporto precisa che l’adozione della tokenizzazione è rimasta limitata, nonostante abbia registrato una crescita, anche grazie all’aumento dei fondi del mercato monetario digitalizzati. Inoltre, l’interesse per le applicazioni del quantum computing è aumentato, anche se rimangono ancora in fase sperimentale e lontane dall’uso commerciale.
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