Banca d’Italia ha pubblicato il rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia relative al I semestre 2025, realizzato sulla base delle segnalazioni semestrali dei prestatori di servizi di pagamento (PSP), relative alle frodi sui diversi strumenti elettronici.
Si ricorda che per frode si intende un’operazione:
- effettuata senza il consenso del titolare (cd. operazione “non autorizzata” o “disconosciuta”)
- conseguente a una manipolazione a suo danno da parte del frodatore (cd. “manipolazione del pagatore”).
Il Rapporto fornisce un’analisi degli andamenti osservati dal primo semestre 2022 al primo semestre 2025 e illustra le frodi in base:
- ai diversi strumenti elettronici (bonifici, carte di pagamento, moneta elettronica, prelievi da ATM)
- ai canali di utilizzo (POS fisico vs. e-commerce)
- alla prospettiva geografica (nazionale vs. transfrontaliera)
- alla tipologia del fenomeno (frodi non autorizzate o da manipolazione)
- alla tecnologia di autenticazione (forte vs. altro)
- alla ripartizione delle perdite tra PSP e loro clienti.
Le principali evidenze relative al primo semestre 2025 indicano che:
- il tasso di frode, calcolato come rapporto tra operazioni fraudolente e totale delle operazioni di pagamento, rimane nel complesso molto contenuto: 12 casi fraudolenti ogni centomila operazioni e 3 euro ogni centomila euro transati; rimane contenuto e stabile per i pagamenti con le carte di debito e di credito e per i prelievi da ATM, mentre i pagamenti con moneta elettronica (soprattutto carte prepagate) presentano invece tassi di frode superiori rispetto alle altre carte e in aumento rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente
- il tasso di frode per i bonifici il tasso rimane estremamente basso
- il tasso di frode per i bonifici SEPA ordinari rimane sostanzialmente stabile; quello per i bonifici SEPA istantanei si conferma ben più elevato ma in significativa riduzione rispetto al semestre precedente: alla diminuzione può aver contribuito il rafforzamento delle misure di prevenzione e di sensibilizzazione della clientela attuate dai PSP con l’entrata in vigore della Instant Payment Regulation (IPR)
- l’importo medio delle frodi è più elevato per i bonifici SEPA ordinari e istantanei, rispetto alle carte, alla moneta elettronica e ai prelievi da ATM
- le operazioni “a distanza” (e-commerce) sono più esposte alle frodi rispetto a quelle “non a distanza” (POS fisico); il divario è in diminuzione per le carte di pagamento e in aumento per la moneta elettronica
- le operazioni transfrontaliere presentano un’incidenza di frodi molto superiore rispetto a quelle domestiche, in particolare per le carte di pagamento e la moneta elettronica
- le frodi da manipolazione sono in aumento e rimangono la tipologia prevalente nelle operazioni con bonifico, con un’incidenza del 74% in valore (da 69% dello scorso anno) e del 64% in numero (da 59%)
- i pagamenti con autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication, SCA) e quelli “in esenzione” dalla SCA (transazioni poco rischiose come ad esempio quelle di basso importo, quelle valutate a basso rischio dagli operatori attraverso transaction risk analysis, quelle ricorrenti – per le quali la SCA si applica solo alla prima operazione – quelle che coinvolgono beneficiari attendibili come nei casi in cui vi sia un legame commerciale tra imprese) hanno tassi di frode simili
- l’incidenza del valore delle perdite da frode sostenute dal cliente è più elevata per i bonifici (91%) e per i prelievi da ATM (61%), rispetto ai pagamenti con carte (42%) e con moneta elettronica (35%): la ripartizione delle perdite tra i soggetti coinvolti nel pagamento dipende anche dalla tipologia di frode (nei casi di “manipolazione del pagatore” non è possibile attivare automaticamente tutti i meccanismi di rimborso previsti per le “operazioni non autorizzate”, rendendo più complesso il recupero delle somme).


