Con il keynote speech tenuto presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC il 20 aprile 2026 nell’ambito dei «Villa Firenze Talks», il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Sergio Nicoletti Altimari, ha illustrato la trasformazione del sistema finanziario italiano nell’ultimo decennio, individuandone i fattori di rafforzamento e le linee di sviluppo connesse all’integrazione europea.
Sotto l’azione coordinata del Meccanismo di Vigilanza Unico e della Banca d’Italia, il risanamento dei bilanci ha consentito di dimezzare i crediti deteriorati (c.d. “non-performing loans” o, nel suo acronimo inglese, NPL) fra il picco del 2015 e il 2019, anche grazie alla garanzia statale parziale (GACS).
La redditività si è successivamente ricomposta, con return on equity (ROE) prossimo al 14% dal 2023; digitalizzazione e intelligenza artificiale hanno sostenuto i guadagni di efficienza.
Il consolidamento ha portato il numero delle banche da 500 nel 2015 a 129 nel 2026; il CET1 ratio si attesta intorno al 16% e la riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (c.d. systemic risk buffer o, nel suo acronimo inglese, SyRB), introdotta dalla Banca d’Italia nel 2024 all’1%, è integralmente rilasciabile in caso di shock avversi.
Gli intermediari finanziari non bancari (o, nel loro acronimo inglese, NBFI) presentano attivi al 140% del PIL, con oltre due terzi del risparmio gestito riconducibili a gruppi bancari; private equity e private debt si fermano al 2% del PIL, mentre il venture capital cresce più dei principali partner europei.
Fra i rischi attuali, l’oratore ha richiamato l’impatto delle nuove tariffe statunitensi e, soprattutto, le implicazioni del conflitto in Medio Oriente sui prezzi energetici. Le proiezioni di base prefigurano una crescita del PIL dello 0,5% nel 2026 e nel 2027 e dello 0,8% nel 2028, con picco inflazionistico al 2,6%, mentre l’elevato debito pubblico permane vulnerabilità di sistema.
Sul piano europeo, il Vice Direttore Generale ha richiamato i Rapporti Letta e Draghi del 2024, indicando come passaggi essenziali il completamento dell’Unione bancaria con uno schema europeo di assicurazione dei depositi (c.d. “European Deposit Insurance Scheme” o EDIS), la creazione di un safe asset europeo, l’introduzione di un c.d. “28esimo regime” e la semplificazione regolamentare.
Quanto alle infrastrutture di pagamento, l’Eurosistema procede al progetto dell’euro digitale e all’integrazione della tecnologia dei registri distribuiti (DLT) in TARGET2; la Banca d’Italia gestisce TIPS (TARGET Instant Payment Settlement), in evoluzione verso una piattaforma multivaluta operante anche oltre l’area dell’euro.
In conclusione, il Vice Direttore Generale ha indicato come priorità la preservazione della stabilità finanziaria congiuntamente alla promozione di un sistema più dinamico e integrato: il completamento dell’Unione bancaria, l’avanzamento dell’Unione dei mercati dei capitali e gli investimenti in innovazione e infrastrutture costituiscono le direttrici essenziali per fronteggiare i rischi globali crescenti e le persistenti lacune strutturali dei mercati dei capitali.


