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Eccesso di risparmio e trasmissione degli shock macroeconomici

28 Luglio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

E’ stato pubblicato uno studio da Banca d’Italia, nell’ambito delle Questioni di Economia e Finanza relativo alle conseguenze dell’eccesso di risparmio sulla trasmissione degli shock macroeconomici.

Il tasso di risparmio delle famiglie dell’area euro, a partire dagli ultimi sei mesi del 2022, ha registrato una nuova crescita, raggiungendo valori significativamente superiori rispetto a quelli attesi sulla base dell’andamento osservato prima della pandemia di Covid-19.

Il risparmio in eccesso è stato più volte al centro del dibattito macroeconomico negli ultimi due decenni – a partire dal concetto di un eccesso di risparmio globale come fattore determinante del calo dei tassi di interesse naturali alla letteratura sulla stagnazione secolare, che collega la crescita persistentemente debole a uno squilibrio strutturale tra l’offerta di risparmio e la domanda di investimenti a tassi di interesse reali positivi.

Più recentemente, lo straordinario accumulo di ricchezza delle famiglie durante la pandemia ha riportato in primo piano, nel dibattito sul ciclo economico, la questione del risparmio che supera i livelli normali.

Sia che venga affrontata da una prospettiva strutturale e di lungo periodo, sia che venga esaminata nell’ambito del ciclo economico, la questione del risparmio in eccesso è sempre stata strettamente legata a quella dell’efficacia della politica monetaria.

Nel lungo periodo, si ritiene che il risparmio in eccesso spinga il tasso di interesse naturale in negativo, riducendo così l’efficacia della politica monetaria quando questa è vincolata dal limite inferiore zero. Nel breve periodo, invece, ampie riserve di liquidità possono attenuare la trasmissione dei tassi di interesse ai consumi.

Sebbene il ruolo del risparmio in eccesso delle famiglie nella trasmissione della politica monetaria abbia ricevuto attenzione in letteratura, resta ancora aperta la questione di come il risparmio accumulato possa alterare la propagazione degli shock di offerta.

Tale questione riveste un’importanza fondamentale poiché:

  • incide sulla comprensione del picco di inflazione nell’area dell’euro del 2022-2023, caratterizzato da una sequenza eccezionale di shock sui prezzi dell’energia in un contesto di risparmio accumulato superiore alla norma
  • in una prospettiva prospettica, sta assumendo un’importanza sempre maggiore poiché le tensioni commerciali e geopolitiche aumentano la probabilità di shock di offerta più consistenti e frequenti.

Il lavoro, quindi, analizza gli effetti dell’accumulo di risparmio in eccesso sulla trasmissione degli shock di politica monetaria e degli shock inflazionistici derivanti dall’incremento dei prezzi delle materie prime energetiche.

Lo studio conclude osservando come le riserve di risparmio accumulate dalle famiglie riducano l’impatto della politica monetaria sull’attività economica e sull’inflazione, mentre ne accentuano gli effetti sui prezzi al consumo in risposta agli shock energetici.

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