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Divario retributivo di genere: quadro attuale, criticità e prospettive

12 Marzo 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il Parlamento europeo ha di recente approvato un testo in merito al divario retributivo e pensionistico di genere in UE.

In particolare, il testo precisa, dapprima, che con divario retributivo debba intendersi la differenza tra retribuzione oraria lorda media degli uomini e delle donne espressa sotto forma di percentuale della retribuzione oraria lorda media degli uomini.

Sul tema del divario retributivo di genere e dell’equa e trasparente retribuzione fra uomini e donne, si ricorda che la nostra Rivista ha organizzato un webinar il giorno 23 aprile 2026 “Trasparenza retributiva: l’attuazione della Direttiva Pay transparency – Profili di processo, di governance e contrattuali“.

Il tema è particolarmente importante perché la retribuzione, precisa il Parlamento, è espressione del valore e riconoscimento che una società attribuisce a un particolare tipo di lavoro.

La lotta al divario retributivo e pensionistico deve essere esercitata tramite un approccio equilibrato e sistematico in quanto la tale fenomeno è espressione della disuguaglianza di genere.

Il divario retributivo incide notevolmente non solo sulla limitata indipendenza delle donne con conseguente difficoltà ad uscire da situazioni di violenza domestica, ma anche sulla loro stessa salute mentale, esponendole maggiormente a depressione e burnout.

Il Parlamento precisa, poi, che, combinando le attività retribuite e quelle non retribuite quali l’assistenza familiare e le responsabilità domestiche, le donne lavorano mediamente otto settimane all’anno in più rispetto agli uomini.

Le donne, inoltre, hanno maggiore probabilità di svolgere lavori meno retribuiti poiché gli stereotipi di genere le scoraggiano dall’affacciarsi a determinati settori.

Inoltre, sono maggiormente esposte anche a causa del “motherhood pay penalty” (svantaggio retributivo legato alla maternità) a forme occupazionali atipiche quali lavoro temporaneo, il lavoro a tempo parziale, il lavoro mediante piattaforme digitali e il lavoro autonomo.

Le disuguaglianze salariali espongono le donne a disparità anche pensionistica a causa dell’assenza dal mercato del lavoro e dal livello retributivo inferiore.

Una maggiore eguaglianza salariale delle donne non solo favorirebbe la loro dignità e sicurezza personale ma contribuirebbe anche ad incrementare la produttività.

In tale occasione il Parlamento invita:

  • Gli Stati membri a collaborare con le parti sociali per l’adozione di misure coordinate per promuovere culture inclusive sul posto di lavoro, migliorando i quadri di sviluppo professionale e adottando strategie proattive in materia di parità
  • A rafforzare i servizi di assistenza per favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, colmare il divario occupazionale, retributivo e pensionistico di genere e invita la Commissione e gli Stati membri a fissare obiettivi per la disponibilità, l’accessibilità e la qualità dell’assistenza all’infanzia e a stanziare risorse a favore di servizi di assistenza di alta qualità, accessibili e a prezzi abbordabili
  • La Commissione a presentare una nuova strategia dell’UE volta a favorire la parità di genere a proporre un piano d’azione specifico per eliminare il divario retributivo e pensionistico di genere adottando un approccio intersettoriale e fissando obiettivi quantitativi e temporalmente definiti. Chiede, inoltre, che il piano d’azione includa misure volte a migliorare le condizioni di lavoro e a garantire una retribuzione equa nei settori a prevalenza femminile e a dare priorità agli investimenti che rafforzano l’equilibrio tra vita professionale e vita privata
  • La Commissione a collaborare con gli Stati membri e le parti sociali per definire orientamenti ed elaborare un progetto pilota europeo per sistemi di valutazione e classificazione professionale neutri sotto il profilo del genere
  • La Commissione a delineare un patto europeo per l’assistenza che includa un pacchetto di investimenti per l’assistenza volti a promuovere una transizione verso un’economia dell’assistenza che riconosca l’assistenza come un diritto
  • Gli Stati membri a premiare il lavoro e a promuovere soluzioni che rafforzino le famiglie, garantendo la responsabilità fiscale e il sostegno alle imprese. Li esorta, poi, a facilitare la partecipazione femminile nel mercato del lavoro tramite la contrattazione collettiva
  • La Commissione a valutare, nella prossima strategia per la parità di genere, la necessarietà dell’educazione precoce all’imprenditorialità e all’alfabetizzazione finanziaria per le ragazze
  • La Commissione e gli Stati membri a promuovere la parità di accesso a posti di lavoro di qualità, all’istruzione professionale e alle opportunità di finanziamento
  • Gli Stati membri e le parti sociali a individuare percorsi professionali e retributivi nei servizi pubblici e di assistenza essenziali (sanità, assistenza sociale, istruzione) per migliorare la qualità, le competenze e la fidelizzazione
  • La Commissione e gli Stati membri a individuare meccanismi di incentivazione volontari per i datori di lavoro che attuano piani per la parità di genere e le migliori pratiche in materia di trasparenza retributiva
  • Gli Stati membri a promuovere misure volte a formalizzare i contratti di lavoro per proteggere i lavoratori nei settori informali, come il lavoro domestico, l’assistenza alla persona, l’agricoltura e i posti di lavoro stagionali
  • Gli Stati membri a garantire sistemi di protezione sociale sensibili alla dimensione di genere, anche per coloro che interrompono la carriera per prendersi cura di persone a carico ed evidenzia l’importanza di garantire pensioni minime nazionali adeguate per chi interrompe la carriera per assistere persone a carico
  • Gli Stati membri a promuovere un accesso non discriminatorio ai regimi pensionistici integrativi e professionali per tutti i lavoratori
  • La Commissione e gli Stati membri a proteggere dalla discriminazione e dallo sfruttamento le donne migranti di paesi terzi, che sono spesso impiegate in lavori insicuri e sottopagati, quali l’assistenza domestica, le pulizie e la ristorazione
  • La Commissione a sviluppare campagne educative e di sensibilizzazione a livello dell’UE in materia di trasparenza retributiva, parità di trattamento e strumenti dell’UE disponibili per promuovere la parità nell’occupazione
  • Le parti sociali a adottare misure volte a promuovere le pari opportunità e combattere le molestie e i pregiudizi di genere
  • Gli Stati membri a favorire la ricerca su aspetti che possono incidere sulle retribuzioni delle donne e sulla loro partecipazione alla forza lavoro
  • La Commissione a garantire l’applicazione della direttiva sulla trasparenza retributiva e della direttiva sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società
  • Gli Stati membri a garantire che le norme in materia di trasparenza retributiva e i meccanismi di denuncia siano accessibili sia digitalmente che fisicamente ai lavoratori con disabilità.
Di cosa si parla in questo articolo

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