Con il working paper n. 92 della collana Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento, la Banca d’Italia ha pubblicato uno studio che ricostruisce l’evoluzione della c.d. “architettura della finanza transfrontaliera” dal collasso del sistema di Bretton Woods, nel 1971, a oggi, con riguardo prevalente agli Stati Uniti e all’Europa.
Nell’architettura gli Autori ricomprendono le infrastrutture dei mercati finanziari (sistemi di pagamento, sedi di negoziazione, controparti centrali, depositari centrali di titoli e sistemi di regolamento titoli) e le banche corrispondenti e di custodia, che offrono agli altri intermediari conti e accesso indiretto a tali infrastrutture.
Con un approccio storico e qualitativo, lo studio distingue quattro fasi, separate dalle cesure del 1989, del 2008 e del 2020, nelle quali esamina l’incidenza di tecnologia, politiche pubbliche e regolamentazione, integrazione politica ed economica, geopolitica. L’ipotesi di fondo è che l’architettura, pur restando fortemente concentrata, sia divenuta nel tempo meno asimmetrica.
Secondo gli Autori, fino alla crisi finanziaria globale del 2008 l’architettura ha registrato una forte tendenza all’integrazione, segnata dalla crescita della corrispondenza bancaria e delle infrastrutture internazionali. Ne è derivata una rete integrata ma asimmetrica, con nodi centrali negli Stati Uniti e in Europa.
Dopo la crisi, la tendenza ha cominciato a invertirsi, con una crescente frammentazione. L’inasprimento delle regole prudenziali e antiriciclaggio ha indotto le grandi banche a ritirarsi dai rapporti di corrispondenza meno remunerativi (c.d. “de-risking”). Fra il 2011 e il 2022 i corrispondenti attivi sono diminuiti del 30%, con un peggioramento di velocità, accessibilità e costo dei pagamenti transfrontalieri.
Secondo lo studio, l’asimmetria della rete consente a chi controlla i nodi centrali di esercitare coercizione finanziaria, come mostrano le disconnessioni da SWIFT di banche iraniane nel 2012 e russe nel 2022. La ricerca di autonomia strategica ha condotto a sistemi alternativi di messaggistica e di pagamento, come quelli istituiti dalla Russia e dalla Cina.
Per il futuro, gli Autori individuano come sviluppi decisivi la DLT e la tokenizzazione, la Roadmap del G20 sui pagamenti transfrontalieri e l’Unione del risparmio e degli investimenti, ritenendo che nell’interconnessione dei sistemi di pagamento le considerazioni geopolitiche prevarranno sulla fattibilità tecnologica. Lo studio conclude che la rinnovata frammentazione può segnalare “una transizione da un’architettura asimmetrica incentrata sull’Occidente verso una configurazione più multipolare”.


