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Rapporto 2026 della BCE sulla convergenza

25 Giugno 2026
Di cosa si parla in questo articolo
BCE

La BCE ha pubblicato il Rapporto sulla convergenza 2026 concernente i progressi realizzati verso l’adozione dell’euro da Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia.

Dall’analisi emerge che, rispetto al 2024, i miglioramenti verso la convergenza economica con l’area euro sono stati limitati.

Secondo la BCE, il rallentamento del processo è dovuto principalmente all’impatto economico degli shock esterni, tra cui la guerra della Russia contro l’Ucraina, le tensioni commerciali internazionali e il conflitto in Medio Oriente.

Nonostante il contesto sfavorevole, le economie dei paesi esaminati hanno mostrato capacità di tenuta, sebbene con ritmi di crescita differenti tra i diversi paesi analizzati. Tuttavia, le prospettive restano incerte a causa dell’intensificarsi delle tensioni geopolitiche. In particolare, la crisi in Medio Oriente ha contribuito a una maggiore volatilità dei mercati energetici e a un incremento dei costi dell’energia.

Per quanto riguarda il criterio della stabilità dei prezzi, in Romania, Ungheria e Polonia si è registrato un tasso medio di inflazione superiore al valore di riferimento del 2,7%.

Sul piano del disavanzo pubblico, la situazione è peggiorata nella maggior parte dei paesi rispetto al 2024. Nel 2025 Ungheria, Polonia e Romania hanno oltrepassato il limite del 3% del PIL stabilito per il disavanzo pubblico.

Sebbene il rapporto debito/PIL sia rimasto sotto il valore di riferimento del 60% in quasi tutti i paesi, le proiezioni indicano un possibile superamento della soglia in Polonia e Romania nel 2026.

Per quanto riguarda il criterio di tasso di cambio, il Rapporto sulla convergenza della BCE evidenzia come nessuna valuta partecipi agli Accordi europei di cambio (AEC II).

Riguardo, invece, ai tassi di interesse a lungo termine Polonia, Ungheria e Romania hanno registrato tassi di superiori al valore di riferimento del 5,1%.

Da ultimo, la BCE sottolinea l’importante ruolo della qualità delle istituzioni e della governance al fine di garantire la sostenibilità della convergenza. Nei paesi analizzati, precisa, permangono margini di miglioramento in tale tema.

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