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Crypto-assets: requisiti patrimoniali stringenti per i riassicuratori

31 Marzo 2025
Di cosa si parla in questo articolo

EIOPA ha pubblicato un parere tecnico alla Commissione europea, raccomandando l’applicazione di requisiti patrimoniali più stringenti per le partecipazioni in crypto-assets dei riassicuratori.

In particolare, raccomanda l’applicazione coerente di un requisito patrimoniale “uno a uno” (one-to-one capital requirement) a tutte le partecipazioni in crypto-assets dei riassicuratori dell’UE: EIOPA ritiene infatti che uno scarto di garanzia del 100% nella formula standard, sia prudente e appropriato per questo tipo di asset, in considerazione dei loro rischi intrinseci e dell’elevata volatilità.

I crypto-assets sono una classe di attività relativamente nuova nel settore finanziario, e il loro trattamento normativo è ancora in evoluzione: mentre il Regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR), e il MiCAR in particolare, includono misure prudenziali transitorie per i cripto-asset, il quadro normativo dell’UE per i (ri)assicuratori è finora privo di disposizioni specifiche in tale ambito.

Conseguentemente, i (ri)assicuratori attualmente classificano le loro attività in crypto-assets senza un approccio coerente, sollevando preoccupazioni circa la sensibilità al rischio di queste pratiche e il livello di prudenza ad esse associato.

L’analisi empirica EIOPA sui dati storici relativi alle attività cripto suggerisce che le attuali opzioni di ponderazione del capitale – come il livello di stress dell’80% applicato alle attività immateriali – di fatto sottostimano i rischi associati alle esposizioni cripto.

Per promuovere un trattamento armonizzato, prudente e proporzionato delle attività in crypto-assets, EIOPA propone l’introduzione di un requisito patrimoniale generale del 100% per tutte le partecipazioni in crypto, indipendentemente dal loro trattamento di bilancio o dal fatto che l’esposizione sia diretta o indiretta.

Il trattamento uniforme proposto da EIOPA rifletterebbe adeguatamente gli elevati rischi associati agli investimenti in crypto-assets, senza creare inutili complessità o imporre ulteriori obblighi di segnalazione ai (ri)assicuratori in un momento in cui i loro investimenti in cripto attività sono ancora di dimensioni modeste.

Un’eventuale adozione più ampia delle crypto-assets potrebbe tuttavia richiedere un approccio più differenziato, e, pertanto, il trattamento delle partecipazioni in cripto attività nell’ambito di Solvency II dovrebbe essere rivisto, in futuro, alla luce degli sviluppi del mercato e degli approcci normativi in altri settori.

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