WEBINAR / 05 Luglio
e-IDAS2, contratti dematerializzati e firme elettroniche


Novità normative e problematiche attuali

ZOOM MEETING

Offerte per iscrizioni entro il 19/06


WEBINAR / 05 Luglio
e-IDAS2, contratti dematerializzati e firme elettroniche
www.dirittobancario.it
Flash News

Riserva di capitale anticiclica: i valori per il II trimestre 2023

27 Marzo 2023
Di cosa si parla in questo articolo

Banca d’Italia ha comunicato il valore da applicare per il coefficiente della riserva di capitale anticiclica (countercyclical capital buffer, CCyB) per il secondo trimestre 2023.

Il coefficiente della riserva di capitale anticiclica resta invariato allo zero per cento.

La Banca d’Italia ha sottolineato che nel quarto trimestre del 2022, il rapporto tra credito e PIL è diminuito. Se calcolato utilizzando la metodologia sviluppata dalla Banca d’Italia, lo scostamento dal trend di lungo periodo del rapporto tra credito totale e PIL (credit-to-GDP gap) è risultato negativo di circa undici punti percentuali. Anche il rapporto tra credito bancario e PIL presenta indicazioni analoghe.

Tuttavia, gli altri indicatori segnalano che la condizione macro-finanziaria dell’economia italiana è sostanzialmente invariata. La crescita dei finanziamenti bancari si è ridotta, soprattutto per le società non finanziarie. L’incidenza dei prestiti deteriorati rimane storicamente bassa, sia per i finanziamenti alle imprese sia per quelli alle famiglie; il tasso di disoccupazione continua a scendere; i prezzi delle abitazioni in termini reali sono leggermente diminuiti.

Nota metodologica

La normativa europea individua nel credit-to-GDP gap il principale indicatore di riferimento per la fissazione del coefficiente della riserva di capitale anticiclica.

Tale indicatore fornisce una misura del ciclo creditizio basata sullo scostamento del rapporto tra credito totale al settore privato non finanziario e PIL dal suo trend di lungo periodo, calcolato secondo la metodologia standard proposta dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (credit-to-GDP gap standard). Tuttavia, il Comitato europeo per il rischio sistemico (European Systemic Risk Board, ESRB) ha consentito alle autorità designate dei paesi dell’Unione europea di adottare misure del credit-to-GDP gap diverse da quella standard, se quest’ultima non riflette adeguatamente le caratteristiche del ciclo finanziario nazionale.

Di cosa si parla in questo articolo

WEBINAR / 05 Luglio
e-IDAS2, contratti dematerializzati e firme elettroniche


Novità normative e problematiche attuali

ZOOM MEETING

Offerte per iscrizioni entro il 19/06


WEBINAR / 17 Settembre
La nuova governance antiriciclaggio nelle assicurazioni


Provvedimento IVASS 4 giugno 2024 n. 144

ZOOM MEETENG

Offerte per iscrizioni entro il 29 agosto

Iscriviti alla nostra Newsletter