Il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura, il 3 aprile 2025 la proposta della Commissione UE, di posticipare le date a decorrere dalle quali gli Stati membri dovranno applicare alcuni obblighi sulla rendicontazione societaria di sostenibilità e i doveri di diligenza delle imprese, ai fini della sostenibilità (anche nota come proposta “Stop the clock“, del pacchetto Omnibus).
La proposta fa infatti parte del pacchetto “omnibus I”, adottato dalla Commissione alla fine di febbraio 2025, al fine di semplificare la legislazione dell’UE in materia di sostenibilità, modificando in particolare alcune disposizioni della CSRD e della CSDDD; l’approvazione del Parlamento segue a quella della scorsa settimana del Coreper, che aveva approvato in particolare il mandato negoziale del Consiglio UE sull’analoga proposta della Commissione.
La proposta della Commissione concerne il rinvio:
- di due anni dell’applicazione degli obblighi di cui alla Direttiva (UE) 2022/2464, relativa alla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD), per le grandi imprese che non hanno ancora avviato la rendicontazione e le PMI quotate
- di un anno il termine di recepimento e la prima fase dell’applicazione (riguardante le imprese più grandi) della Direttiva (UE) 2024/1760 relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CSDDD)
Si ricorda che la CSRD specifica le date, diverse a seconda delle dimensioni dell’emittente interessato, a decorrere dalle quali gli Stati membri dovrebbero applicare gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità stabiliti dalla Direttiva 2004/109/CE:
- le grandi imprese che costituiscono enti di interesse pubblico, con una media di oltre 500 dipendenti occupati durante l’esercizio e gli enti di interesse pubblico che costituiscono imprese madri di un grande gruppo con la stessa media di dipendenti, su base consolidata, dovrebbero comunicare nel 2025 le informazioni per gli esercizi aventi inizio il 1º gennaio 2024
- le altre grandi imprese e le altre imprese madri di un grande gruppo dovrebbero invece comunicare nel 2026 le informazioni per gli esercizi aventi inizio il 1º gennaio 2025
- le piccole e medie imprese, ad eccezione delle microimprese, gli enti piccoli e non complessi, le imprese di assicurazione captive e le imprese di riassicurazione captive dovrebbero comunicare nel 2027 le informazioni per gli esercizi aventi inizio il 1º gennaio 2026
Pertanto, viste le iniziative in corso della Commissione UE, volte a semplificare alcuni obblighi vigenti in materia di rendicontazione di sostenibilità e a ridurre i relativi oneri amministrativi per le imprese, e proprio al fine di fornire chiarezza giuridica ed evitare che le imprese attualmente tenute a comunicare informazioni per gli esercizi aventi inizio il 1º gennaio 2025 e il 1º gennaio 2026, debbano sostenere costi inutili ed evitabili, si è reso opportuno rinviare di due anni gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità per tali imprese.
Anche la data a decorrere dalla quale gli Stati membri devono applicare la CSDDD, nella proposta approvata di cui al pacchetto Omnibus I, è stata rinviata di un anno per il primo insieme di società che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva:
- al fine di dare alle imprese più tempo per prepararsi all’adempimento degli obblighi di tale direttiva
- di dare alle imprese la possibilità di tenere conto degli orientamenti che la Commissione dovrà emanare sulle modalità pratiche di adempimento degli obblighi relativi al dovere di diligenza.
La proposta entrerà in vigore decorsi venti giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale UE, e in seguito all’approvazione dello stesso testo da parte del Consiglio UE.